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Confezione

punti metallici
brossura
una piega in mezzo
spirale metallica
   

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Tipo di carta:
Altro tipo di carta
Grammatura carta:
Colori:
Plastificazione:

 

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Spesso ci si chiede quale formato fotografico sia più adatto ad essere stampato, quale tipo di file sia meglio inviare alla tipografia.

Vediamo quali sono i principali formati fotografici e le loro caratteristiche per capire quale sia meglio utilizzare per la stampa. Ogni tipo di file presenta delle differenze in termini di peso e di qualità.

JPG: si tratta di immagini alle quali è stata applicata una certa compressione. La conseguenza è che ad ogni salvataggio/apertura dell'immagine, si avrà una riduzione della qualità.

Questo formato è molto usato sul web, poichè il peso risulta notevolmente ridotto, ma non è particolarmente adatto ad andare in stampa.

EPS: è un formato di tipo vettoriale che presenta numerosi problemi tra i quali la caratteristica di essere composto di due parti: una di anteprima, quella visualizzabile su schermo, ma che non corripsonde poi alla stampa effettiva, e una detta PostScript che è quello che andrà realmente ad essere stampata.

La conseguenza è che non si è mai certi di ciò che si andrà a stampare e questo lo rende particolarmente ostile alla stampa.

TIFF: è il formato più usato nella stampa. Il più flessibile e può essere salvato con diverse compressioni. Ad esempio quella usata da Photoshop è la LZW.

PSD: formato proprietario di Photoshop. Non utilizza alcuna compressione e mantiene tutte le caratteristiche (livelli, maschere e regolazioni) dell'immagine.

Dunque, il formato più adatto alla stampa di immagini è il formato TIF con la compressione LZW di Photoshop; in questo modo avrete immagini di alta qualità senza occupare una spazio eccessivo su disco.

Un'immagine con i livelli, invece, andrà stampata in formato PSD.

(fonte: www.scattodesign.com)

Una volta fìnita l'impaginazione grafica e realizzato il file pdf per lo stampatore, inizia il processo di stampa.

Indipendentemente dal tipo di stampa adottata (offset o roto-offset) il foglio macchina (che può essere di formato 70x100 cm oppure 100 x 140 cm) viene piegato, confezionato e rifilato. Questo processo di riduzione dal foglio macchina ad un formato minore tramite piegatura è denominato "segnatura".

Quindi il foglio macchina dopo essere stampato viene piegato a formare delle segnature, le varie segnature devono essere unite tra di loro: tutte le tecniche che permettono di mantenere le pagine unite tra di loro vengono definite "rilegatura".

Il tipo di legatura più adatta da usare deriva dalle caratteristiche del catalogo.

Vediamo quelle normalmente più usate.

Punto metallico:

questo tipo di rilegatura è adatta a realizzare cataloghi con un numero limitato di pagine con una copertina in media sui 200/250 gr.
Il punto metallico riesce a confezionare senza difetti fino 32/40 facciate, con pagine interne della grammatura 130/150 gr.
Si possono rilegare anche fino a 60 facciate, ma le pagine assumono il caratteristico e antiestetico rigonfiamento.

Brossura a filo refe:

Questo tipo di rilegatura è realizzata cucendo ogni singola segnatura e poi tutte insieme le varie segnature ( ottavi, sedicesimi, trentaduesimi, etc) con un filo (lino, cotone, canapa,sintetico) per poi incollarle a caldo successivamente al dorso della copertina.
Sistema molto efficace che garantisce elevata resistenza: adatto a pubblicazioni di molte pagine (dalle 60 in su).

Brossura fresata:

le singole segnature vengono fresate in testa e poi incollate al dorso della copertina.
Non prevedendo la cucitura la brossura fresata è un procedimento più economico rispetto alla precedente, che presenta una minor resistenza all'usura.

 Riassumendo, per un catalogo prodotti è consigliabile:

confezione economica fino a 40 facciate: punto metallico

confezione dalle 40 facciate in su di medio livello: brossura fresata

confezione dalla 40 facciate in su di ottimo livello: brossura a filo refe

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Un buon catalogo (ma anche una brochure, un volantino, ecc...) oltre agli aspetti puramente informativi cui adempiono soprattutto i testi, le schede prodotto e le immagini correlate, deve saper stimolare adeguatamente anche il piano emotivo.

Per raggiungere questo obiettivo è necessario agire su due canali principali che corrispondono a due dei nostri sensi: quello visivo e quello del tatto.

Se la sollecitazione del canale visivo dipende in larga misura anche dalla fase progettuale e grafica, quella del senso del tatto è totalmente affidata alle scelte compiute in fase di stampa.

Il tipo di carta, patinata, liscia, plastificata, la sua qualità, il suo spessore, il formato sono tutte caratteristiche che trasmettono diverse sensazioni tattili e dunque di differente valore.

Possiamo anche disporre di un prodotto innovativo e di qualità, ma presentarlo su un catalogo stampato su carta non adeguata alla sua comunicazione, influirà negativamente sulla fase di promozione e conseguentemente sulla vendita.

Stampare corretamente un catalogo significa fare di esso un "oggetto" che chi avrà fra le mani "farà fatica a buttare".

La comunicazione "classica", quella visiva resta ancora oggi il tipo di linguaggio sul quale un'azienda investe, e a ragione, i propri sforzi per creare, incrementare la conoscenza e la consapevolezza delle persone circa il proprio marchio, i propri prodotti o servizi.

Il veicolo principe per una buona strategia di comunicazione (possiamo calcolare il 90%), soprattutto per le aziende "di prodotto", rimane il catalogo cartaceo.

E' infatti attraverso di esso che le aziende possono diffondere le informazioni sui prodotti ma anche trasmettere la propria identità e i propri valori di marca.

La costruzione di un buon catalogo passa certamente attraverso la fase dell'ideazione, della progettazione grafica e testuale, ma l'impegno profuso in questi momenti rischia di essere vanificato da una cattiva stampa. Essa è lo sbocco naturale del progetto grafico-pubblicitario, ma è anche lo step più delicato: la stampa deve accordarsi perfettamente con le caratteristiche del progetto grafico.

Da un progetto scadente non deriva una buona stampa, così come una grafica di qualità rischierà di essere svalutata da una stampa non adeguata.

La stampa, dunque, contribuisce in modo decisivo alla realizzazione della veste del catalogo aziendale e, quindi, al modo principale attraverso il quale l'azienda si presenta all'appuntamento con i potenziali clienti.


Work in Progress!

In questo momento lo staff di Prontocatalogo sta selezionando le prime tipografie da inserire nel database.

L'iscrizione è soggetta ad una verifica da parte dello staff sulla qualità e la professionalità dell'azienda.

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